Il blocco di Suez andato avanti per giorni ha messo in ginocchio il nostro sistema logistico (da lì passa il 40% dell'import-export trasportato via mare) e messo in evidenza i limiti di una rotta obbligata. "Il blocco avrà ripercussioni a lungo sul comparto produttivo e sulle nostre esportazioni, è capitato in un momento in cui si registrava segnali di ripresa dei traffici globali", dice Daniele Rossi, presidente di Assoporti.
Per Alessandro Panaro, Responsabile dell'area di Ricerca marittima e di Economia mediterranea del Centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno collegato a Intesa San Paolo "i fatti di Suez accrescono le perplessità sul ricorso costante al gigantismo navale e pongono all'attenzione il problema delle rotte alternative, quella del Capo di Buona Speranza e quella Artica, che per motivi diversi non sono funzionali alle esigenze dello shipping".
Pnrr, dopo l'incontro con il ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini, il presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi, Massimo Stronati sottolinea: "Bisogna ripartire dal lavoro, rispolveriamo i contratti di programma, è stato un anno durissimo ma il nostro mondo ha saputo affrontare le difficoltà".
E possibile ascoltare il podcast dell'intervista collegandosi al link.